€•PŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X^11 Quando sei come costretto dalle circostanze a turbarti, rientra subito in te stesso e non interrompere il ritmo più del necessario: sarai infatti sempre più padrone dell'armonia quanto più spesso a essa farai ritorno. 12 Se tu avessi insieme a una matrigna anche una madre, rispetteresti quella, e tuttavia ricorreresti continuamente a tua madre. Tali sono per te ora la corte e la filosofia: a questa ritorna spesso e di essa contentati, ché fa sopportare a te la corte e te alla corte. 13 Come è possibile farsi un'idea di cibi e vivande osservando che questi sono i resti di un pesce, quelli di un uccello o di un maiale; che il Falerno è un po' di succo d'uva e la pretesta peluzzi di pecora tinti con un po' di rosso di una conchiglia; che l'accoppiamento è sfregamento di un misero membro ed escrezione con qualche spasmo di un po' di muco; come appunto queste idee colgono appieno le cose stesse e le penetrano, sicché è possibile vedere quali effettivamente esse sono, così si deve fare per l'intera vita e, se le cose siano immaginate come assai degne di esser credute, denudarle, scorgerne la miseria e spogliarle del manto favoloso da cui sono nobilitate. La vanità è infatti terribile ingannatrice e, quando più credi di applicarti a cose serie, soprattutto allora ti illudi. Guarda, ad esempio, che cosa dice Cratete dello stesso Senocrate.75 14”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.