€•»Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÉ3 Come è pronta l'anima, quando è già il momento di separarsi dal corpo, a estinguersi, o a disperdersi, o a persistere in qualche modo! Ma bada che questa sua prontezza muova da un suo giudizio personale, non da semplice contrapposizione, come nel caso dei cristiani, e sia accompagnata da grande riflessione e dignità e sia tale da convincere anche gli altri, senza sceneggiate. 4 Ho fatto qualcosa per il bene comune? Ne ho tratto allora io stesso giovamento. Tienilo sempre presente e non smettere mai di pensarlo. 5 Qual è la tua arte? Essere una persona perbene. In quale altro modo lo si può ottenere se non con la speculazione filosofica sui princìpi della natura universale e su quelli della costituzione propria dell'uomo? 6 In un primo momento furono introdotte le tragedie per farci ricordare le vicende umane, che è naturale che avvengano in un certo modo e che non bisogna trarne diletto quando sono rappresentate sulla scena e dolersene quando, invece, si presentano sulla più grande scena del mondo. Vedete infatti che è inevitabile che si compiano in un certo modo quelle vicende e che le sopportino anche quelli che gridano: "Ahi, Citerone!".129 Sono poi utili alcune espressioni dei tragediografi, come, ad esempio, questa, famosissima: "Se io e i miei due figli siamo stati dimenticati dagli dèi, / una ragione c'è anche per questo";130 e inoltre: "Con le cose non conviene adirarsi";131 e infine: "Mietere la vita come spiga matura";132 e altre simili. Dopo la tragedia, fu introdotta la commedia antica, caratterizzata da libertà di linguaggio a fini pedagogici e dal richiamare alla modestia non inopportunamente proprio con la franchezza. Quegli stessi mezzi adottò anche Diogene133 a fini analoghi.”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.