€•ÎŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÜ13 Da Catulo21 il non trascurare un amico che ci rimproveri qualcosa, anche se, per caso, ci rimproverasse senza alcuna ragione, ma cercare di ritornare con lui al rapporto abituale; il parlar bene e con entusiasmo dei maestri, come si racconta di Domizio e Atenodoto;22 l'amore sincero per i figli. 14 Da Severo23 l'amore per la famiglia, per la verità, per la giustizia; l'aver conosciuto, grazie a lui, Trasea, Elvidio, Catone, Dione, Bruto;24 l'aver immaginato uno Stato democratico, retto secondo i princìpi dell'uguaglianza e della libertà di parola, e una monarchia che rispettasse soprattutto la libertà dei sudditi. Ancora da lui la costanza e la tenacia nel culto della filosofia; il fare del bene, la grande generosità, l'ottimismo; la fiducia nell'affetto degli amici, l'aperta riprovazione di quanti lo meritassero e il fatto che i suoi amici non dovessero indovinare che cosa volesse o non volesse, tanto ciò era chiaro. 15 Da Massimo25 il dominio di sé stessi e l'essere tetragoni; la serenità in tutte le circostanze e, in particolare, nelle malattie; la moderazione del carattere, che contemperava mitezza e dignità; il portare a termine i propri propositi senza penare; la fiducia, in lui riposta da tutti, che pensasse ciò che diceva e che, ciò che faceva, lo facesse senza cattive intenzioni; l'assenza di meraviglia, di terrore, il non essere mai precipitoso, o titubante, o sotto scacco, o abbattuto, o sguaiatamente allegro, o, al contrario, in preda all'ira o al sospetto; il far del bene, il perdonare, il non mentire; il dare l'idea di un uomo retto, piuttosto che forzatamente corretto; il fatto che mai nessuno avrebbe creduto di essere da lui disprezzato, né avrebbe ammesso di sentirsi superiore; l'affabilità ...”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.