€•ÐŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÞ10 Le cose sono, per così dire, avvolte in un velo tale che a non pochi filosofi, e certo non dozzinali, risultano essere del tutto incomprensibili; agli stessi Stoici, d'altra parte, risultano di difficile comprensione. Ogni nostro assenso è mutevole. Dov'è, infatti, l'uomo che non cambia idea? Considera poi anche gli oggetti, quanto siano effimeri, vili, tali da venire in possesso di un invertito, o di una prostituta, o di un delinquente. Passa inoltre a considerare le abitudini di quelli che vivono con te, il più amabile dei quali è a stento sopportabile, per non dire che a stento si sopporta sé stessi. In tale caligine e sozzura, in un così gran fluire della sostanza, del tempo, del movimento e di ciò che si muove, nemmeno riesco a pensare che cosa mai possa essere oggetto di stima o comunque di interesse. Bisogna per contro consolarsi e aspettare la dissoluzione naturale, e non affliggersi se tarda a venire, ma trovar pace in queste due riflessioni: prima, non mi succederà niente che non sia secondo la natura universale; seconda, che mi è possibile non far niente contro il mio dio e demone: non c'è nessuno, infatti, che mi costringerà a recargli offesa. 11 "Per quale fine adesso sto usando la mia anima?" In ogni circostanza poniti questa domanda e chiediti: "Che cosa c'è adesso in questa parte di me che chiamano principio direttivo? Di chi adesso ho l'anima? Forse di un bambino? Di un ragazzo? Di una femminuccia? Di un tiranno? Di un somaro? Di una belva?". 12”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.