slangchain_core.documents.baseDocument)}(__dict__}(idNmetadata}sourceColloqui con se stesso_utf8.txts page_contentXPossiamo quindi considerare i Colloqui con sé stesso come una raccolta di meditazioni sull'uomo, la sua vita, il suo rapporto con il cosmo, redatte nella forma di "esercizi spirituali" finalizzati all'autoterapia, all'autodisciplina e all'autodidattica del saggio stoico. E in particolare, come la testimonianza di una pratica, anch'essa tipicamente stoica, dell'esame di coscienza quotidiano. Dietro questo aspetto, vi è senz'altro l'esempio di Seneca, che aveva imparato tale esercizio fin da giovane alla scuola dei Sesti; ma vi è anche la lezione di Epitteto, di cui il principe aveva letto e ammirato negli anni della sua formazione l'opera: "Non accogliere il sonno sui delicati occhi" si legge nelle Diatribe di Epitteto "prima di aver ben riflettuto a ciascuna delle azioni compiute durante la giornata" (Diatribe, III, 10, 2, in Epitteto, Diatribe, Manuale, Frammenti, Rusconi, 1982).typehu__pydantic_extra__N__pydantic_fields_set__(h h__pydantic_private__Nub.