€•ÌŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÚ47 Se soffri per qualche evento esterno, non quello ti rende inquieto, ma il tuo giudizio su di esso, e questo dipende da te estirparlo subito. Se invece soffri per qualcosa che è nel tuo modo di essere, chi ti impedisce di correggere la tua convinzione? Allo stesso modo, poi, se soffri perché non stai facendo una cosa che ti pare essere sensata, perché non la fai piuttosto che soffrirne? "Ma si frappone un ostacolo troppo forte." Non soffrire allora, ché non è tua la colpa se non la fai. "Ma non vale la pena di vivere se non posso far questo." Esci dunque pacatamente dalla vita, come muore anche chi riesce a fare ciò che vuole, e riappacificato con chi continua a ostacolarti. 48 Ricordati che il principio direttivo diventa invincibile quando, raccolto in sé stesso, si contenta di sé, e non fa niente che non voglia, anche se si opponesse irragionevolmente. Che cosa sarà dunque quando formulerà un giudizio su qualcosa con raziocinio e circospezione? Per questo una mente libera dalle passioni è una roccaforte: niente di più sicuro ha l'uomo dove possa rifugiarsi ed essere imprendibile per tutto il tempo a venire. Chi dunque non l'ha considerato, è un ignorante; chi l'ha considerato e non vi si rifugia, un infelice. 49 Non dire a te stesso più di quanto non riferiscano le percezioni immediate. Ti è stato riferito che un tale parla male di te. Ti è stato riferito. Ma che tu ne sia stato danneggiato, non ti è stato riferito. Vedo che il bambino è malato. Lo vedo. Ma non vedo che è in pericolo. Così dunque attieniti sempre alle prime impressioni, da te non aggiungervi niente di tuo, e non te ne verrà niente. O, meglio, aggiungivi solo quel tanto che può aggiungere chi conosce ogni singolo evento del cosmo. 50”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.