€•ªŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X¸11 Come se ti fosse già possibile uscir di vita, così devi fare, dire, pensare ogni cosa. Ma la dipartita dagli uomini, se esistono gli dèi, non è cosa terribile, ché non ti travolgerebbero nel male. Se poi non esistono o non si interessano delle vicende umane, che senso avrebbe per me vivere in un cosmo senza dèi, senza provvidenza? Ma esistono, si interessano delle vicende umane e, perché l'uomo non cadesse in quelli che sono i veri mali, tutto hanno rimesso in suo potere; e se, fra tutto ciò che resta, vi fosse qualche male, avrebbero provveduto perché dipendesse da ciascuno non cadervi. Ma ciò che non rende peggiore l'uomo, come potrebbe rendere peggiore la vita dell'uomo? Né per ignoranza né perché, pur sapendo, non potesse prevenire o correggere queste cose, la natura universale le avrebbe trascurate, né avrebbe commesso, vuoi per impotenza, vuoi per incapacità, un così grande errore, per cui beni e mali toccassero alla rinfusa a buoni e malvagi. Certo, morte e vita, fama e oscurità, dolore e piacere, ricchezza e povertà sono, tutte, cose che toccano allo stesso modo ai buoni e ai malvagi, pur non essendo né belle né brutte. Non sono, dunque, né beni né mali. 12”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.