€•üŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X 7 È inevitabile che le parti del tutto, quante sono per natura contenute dal cosmo, periscano; si intenda questo "periscano" nel senso di "mutino". Se per natura ciò fosse per esse un male e una necessità ineluttabile, non potrebbe il tutto persistere in buono stato, poiché le parti vanno soggette a mutamento e sono state costituite per perire in modi diversi. Forse la natura stessa si è data da fare per nuocere alle proprie parti e per renderle cedevoli e ineluttabilmente inclini al male, o tali cose sono avvenute a sua insaputa? Entrambe le ipotesi sono improbabili. Se poi, lasciata da parte la natura, si spiegassero tutte queste cose con la loro stessa costituzione, sarebbe ridicolo affermare che le parti del tutto per loro stessa costituzione si trasformano e, nello stesso tempo, meravigliarsi o angustiarsi come di cosa che avvenga contro natura, soprattutto perché le parti si dissolvono in quegli elementi di cui ciascuna è costituita. Si tratta infatti o di dispersione degli elementi di cui ogni cosa è composta o di ritorno di ciò che è solido in ciò che è terrestre, di ciò che è soffio vitale in ciò che è aereo, così che anche questi elementi sono riassorbiti nella ragione del tutto, sia che questo poi conflagri periodicamente sia che si rinnovelli attraverso eterne trasformazioni. E non immaginare che questo solido e questo soffio vitale siano quelli che hai avuto nascendo, ché tutto questo ieri e ieri l'altro ha ricevuto l'apporto dei cibi e dell'aria che si respira; dunque, ciò che ha preso si trasforma, non ciò che la madre ha partorito. Supponi pure che quanto sei venuto così prendendo ti leghi indissolubilmente alle tue qualità individuali; questo però, a mio parere, in realtà non ha niente a che fare con ciò che si sta dicendo ora. 8”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.