€•ߌlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XíLIBRO III A Carnunto39 1 Non solo su questo bisogna riflettere, ovverosia che la vita si consuma di giorno in giorno e che ne resta una parte sempre più piccola, ma anche sul fatto che, se si vivesse più a lungo, è incerto se l'intelletto avrà, anche in seguito, sempre la stessa forza per comprendere la realtà e per dedicarsi all'indagine filosofica che mira all'esperienza delle cose divine e umane. Se infatti si inizierà a delirare, il respiro, la nutrizione, l'immaginazione, l'istinto e quant'altro c'è di simile non verranno a mancare; ma l'esser padroni di sé stessi, compiere esattamente l'insieme dei propri doveri, analizzare minuziosamente ogni fenomeno, considerare la stessa possibilità di dover già uscire di vita e quanto di simile necessita di un raziocinio perfettamente esercitato, tutto ciò si spegne molto prima. Conviene dunque affrettarsi, non solo perché la morte è sempre più vicina, ma anche perché la visione della realtà e la sua comprensione cessano prima. 2”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.