€•\Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XjLIBRO II Fra i Quadi, sul Granua33 1 Dal mattino comincia a dire a te stesso: mi capiterà d'incontrare un curioso, un ingrato, un prepotente, un imbroglione, un invidioso, un asociale. Tutti questi vizi derivano dalla loro ignoranza del bene e del male. Ma io, che ho osservato che la natura del bene è bella, e quella del male brutta, e che la stessa natura di chi sbaglia è quella di un mio parente, non per lo stesso sangue o seme, ma in quanto compartecipe di una mente e particella divina, non posso subire un danno da nessuno di loro, ché nessuno mi farà cadere in brutture, né posso adirarmi con chi mi è parente, o odiarlo. Siamo nati infatti per collaborare, come i piedi, le mani, le palpebre, le file dei denti superiori e inferiori. È dunque contro natura contrastarsi reciprocamente; e irritarsi e detestarsi significa contrastarsi. 2 Quale che sia questo mio essere, altro non è se non un po' di carne, un po' di soffio vitale e il principio direttivo. Disprezza questo po' di carne: è sangue putrido, un po' di ossa, un sottile reticolo di nervi, venuzze e arterie. Considera poi anche che cosa sia il soffio vitale: vento, e neppure sempre lo stesso, ma di continuo espirato e di nuovo inspirato. Terzo elemento è, dunque, il principio direttivo.34Lascia perdere i libri, non fartene più tormentare: non è concesso. Rifletti così, come se fossi già in punto di morte: sei vecchio, non lasciare che il tuo principio direttivo sia ancora schiavo, né che si faccia ancora manovrare come una marionetta assecondando l'impulso egoistico, né che sia ancora scontento del destino presente o paventi quello futuro. 3”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.