€•IŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XW36 Nessuno è così fortunato da non ritrovarsi accanto, quando muore, qualcuno che accoglie con gioia il triste evento. Era un uomo saggio e scrupoloso? Non ci sarà forse qualcuno che all'ultimo momento dirà fra sé e sé: "Finalmente avremo un po' di respiro con la morte di questo pedagogo. Con nessuno di noi era cattivo, ma sentivo che in segreto ci condannava"? E, se diranno questo di un uomo scrupoloso, quante altre cose diranno di noi, così che faranno a molti desiderare la nostra morte? Penserai allora a questo quando starai per morire, e te ne andrai con più tranquillità quando così rifletterai: "Vado via da una vita nella quale i miei stessi compagni, per i quali tanto ho lottato, pregato, penato prendendomene cura, quegli stessi compagni vogliono che me ne vada via, sperando così di ottenerne qualche vantaggio". Perché si dovrebbe allora voler restare più a lungo a questo mondo? Non per questo, certo, devi congedarti da loro con minor affetto, ma, mantenendoti fedele al tuo carattere, continua a provare per loro amicizia, benevolenza, bontà. E, ancora, devi prendere congedo da loro non come fossi trascinato via, ma come chi muore serenamente, con l'anima che si svoltola dal corpo, ché ti ha unito e amalgamato con loro la natura, che ora ti dissolve. Mi dissolvo come separandomi da congiunti, non certo opponendo resistenza, ma con naturalezza, ché anche questa è una delle cose che avvengono secondo natura. 37 Per quanto possibile, a ogni azione compiuta da qualcuno abituati a chiederti: "A qual fine costui indirizza l'azione?". Comincia da te, esamina per primo te stesso. 38”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.