€•­Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X»L'accettazione del proprio destino implica, come si evince dalla metafora del "fuggitivo", anche quella delle divisioni e delle gerarchie sociali, nella convinzione che nessuno possa considerarsi libero nel senso vagheggiato dai primi stoici (e in parte ripreso da Seneca), ma che siamo tutti servi di qualcun altro: lo stesso imperatore, lungi dal cedere alla tentazione del cesarismo (VI, 30), si considera come il primo servitore dell'immensa massa dei suoi sudditi. Non c'è deroga a questa logica di servizio né a questa condizione di interdipendenza di ogni rappresentante dell'humanitas, perché, come afferma: "Un ramo staccato dal resto del ramo non può non essere staccato anche dall'intera pianta. Così appunto anche un uomo separato da un altro uomo si trova a non esser più parte dell'intera comunità. Il ramo è però altri a staccarlo, mentre l'uomo si separa dal suo prossimo da sé, con l'odio e l'avversione, e non capisce che si è nello stesso tempo tagliato fuori anche dall'intera società" (XI, 8). 6 ESAME DI COSCIENZA Scritti in greco, in omaggio al bilinguismo dei ceti colti e dei dirigenti dell'epoca e alla tradizione filosofica ellenistica, i dodici libri dei Colloqui con sé stesso "non furono concepiti né disposti per la pubblicazione, come dimostra senza ombra di dubbio il loro contenuto, privo dei riferimenti indispensabili al lettore esterno e destinato ad assumere piena intelligibilità e rilevanza solo agli occhi dell'autore" (Enrico V. Maltese, Introduzione a Marco Aurelio, in Marco Aurelio, Pensieri, Garzanti, 2016). E a riprova della natura squisitamente privata di quest'opera sta il fatto che, nei secoli successivi al II d.C., nessun autore mostra di conoscerla.”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.