€•¿Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÍ4 Se l'intelletto è comune a noi tutti, comune è anche la ragione, in virtù della quale siamo razionali. Se così è, anche la ragione che stabilisce che cosa si debba o non debba fare è comune; se così è, anche la legge è comune; se così è, siamo cittadini; se così è, partecipiamo di una forma di governo; se così è, il cosmo è come una città. Infatti, di quale altra comune forma di governo si dirà che partecipa tutto il genere umano? Da dove se non da qui, da questa città comune, derivano lo stesso intelletto, la ragione, la legge? Come, infatti, la parte terrena che è in me mi è stato assegnata dalla terra, quella umida da un altro elemento, il soffio vitale da una certa fonte, la parte calda e ignea da un'altra particolare (ché nulla viene dal nulla, come pure non ritorna nel nulla), così appunto anche l'intelletto proviene da qualche parte. 5 La morte è un mistero della natura tale quale la nascita: combinazione e dissoluzione degli stessi elementi. Non è affatto cosa di cui uno dovrebbe vergognarsi, ché non è contraria alla condizione di animale razionale, né al principio della sua costituzione. 6 È giocoforza che queste azioni siano così compiute da uomini del genere; e chi non ammette ciò, pretende che il fico non abbia il suo lattice. Ricordati solo di questo, che entro pochissimo tempo sia tu sia costui sarete morti e, dopo un po', di voi non resterà nemmeno il nome. 7 Togli l'opinione ed è tolto anche il "sono stato offeso"; togli il "sono stato offeso" ed è tolta l'offesa. 8 Ciò che non rende l'uomo peggiore di quanto sia, questo non rende peggiore neppure la sua vita e nemmeno lo danneggia, né fuori né dentro. 9 La natura dell'utile si trova costretta a far ciò. 10”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.