€•¡Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X¯13 Qualcuno mi disprezzerà? Se la vedrà lui. Io vedrò di non farmi sorprendere a fare o dire niente che sia meritevole di disprezzo. Mi odierà? Se la vedrà lui. Io resterò benevolo e ben disposto verso tutti, e pronto a indicare anche a costui il suo errore, senza rimproveri e nemmeno vantandomi di essere paziente, ma con franchezza e bontà, quale il famoso Focione,134 se non fingeva anche lui. Così dev'essere l'interiorità, e l'uomo deve farsi vedere dagli dèi disposto a non sdegnarsi per nulla né tale da accettare niente a malincuore. Che male infatti può venirtene, se adesso stai facendo ciò che è appropriato alla tua natura e accetti ciò che adesso è opportuno alla natura universale, da uomo tendente alla realizzazione con qualsiasi mezzo di ciò che giova al bene comune? 14 Pur disprezzandosi l'un l'altro, si adulano a vicenda e, pur volendo essere l'uno superiore all'altro, si prostrano l'uno all'altro. 15 Com'è marcio e falso chi dice: "Ho deciso di comportarmi con te in modo schietto". Che cosa fai, amico? Non devi preannunciarlo, questo. Sarà evidente da sé, ti si deve leggere scritto in fronte, deve risuonare subito nella tua voce, trasparire subito nei tuoi occhi, come l'amato riconosce subito ogni cosa nello sguardo di chi lo ama. L'uomo schietto e perbene dev'essere insomma così, come uno che abbia le ascelle graveolenti e chi gli passa vicino, volente o nolente, subito se ne accorge. Ma essere studiatamente schietti è come un'arma nemica. Non c'è niente di più vergognoso dell'amicizia del lupo: fuggila più di ogni altra cosa. All'uomo perbene, schietto e benevolo tutte le sue qualità si leggono negli occhi, che risultano, così, trasparenti. 16”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.