€•ÙŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”Xç51 Corri sempre sulla via più breve: la più breve è quella secondo natura. Sì da dire e fare ogni cosa nel modo più sensato, ché un tale proposito affranca da affanni, esitazione, da ogni noia e ostentazione. LIBRO V 1 Al mattino, quando sei riluttante ad alzarti, ti venga subito in mente: "Mi alzo per assolvere il mio dovere di uomo. Ancora dunque mi lamento, se vado a fare ciò per cui sono nato e ciò per cui sono venuto al mondo? O per questo sono fatto, per riscaldarmi fra le coperte?". "Ma è più piacevole!" "Sei nato allora per il piacere, insomma per provare sensazioni, non per agire? Non vedi le pianticelle, i passerotti, le formiche, le api come assolvano il proprio dovere, come contribuiscano singolarmente all'ordine universale? Ma tu non vuoi assolvere il tuo dovere di uomo; non corri verso ciò che è secondo la tua natura." "Ma bisogna anche riposare!" Certo, lo dico anch'io. E la natura ha posto una misura anche per questo, come l'ha anche posta per il mangiare e il bere; eppure, tu travalichi la misura, travalichi ciò che ti è strettamente necessario, ma non nell'agire, dove ti mantieni nei limiti del possibile. Non ti ami infatti, ché, altrimenti, ameresti anche la tua natura e il suo volere. Altri, amando il loro mestiere, si sfiniscono nelle proprie attività senza nemmeno lavarsi e senza mangiare; tu, invece, stimi la tua natura meno di quanto stimi l'arte del cesello il cesellatore, la danza il danzatore, i soldi l'avaro o la gloria il vanitoso. Ma questi,”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.