€•»Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÉMa nel passo da cui siamo partiti si fa cenno anche a un'altra prerogativa dell'anima razionale: quella di amare il prossimo. Infatti, poiché la ragione del singolo discende dal Logos universale, e tutti ne partecipano in egual misura, ne deriva che gli uomini sono tra loro legati da un vincolo di fratellanza che li dispone alla vita sociale in vista del bene comune. Ma questo bene comune non prevede per Marco Aurelio l'impegno a superare la grande ingiustizia giuridica della schiavitù, convinto com'è che ciò che il destino o la divinità ha assegnato a ciascuno sia giusto (si ricordi la metafora del "fuggitivo"), perché se fosse stato meglio un diverso assetto delle cose gli dèi lo avrebbero prodotto (XII, 5). In questo ambito Seneca lo aveva decisamente superato, proclamando la potenziale uguaglianza di tutti gli uomini e dunque l'aleatorietà della divisione tra liberi e schiavi (De beneficiis, III, 1828; Epistulae morales, 47). 8 TRASFORMAZIONE”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.