€•Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X#48 Pensa continuamente a quanti medici sono morti, che spesso aggrottarono le ciglia sugli ammalati; quanti astrologi, che predissero agli altri la morte, come fosse gran cosa; quanti filosofi, che discettarono innumerevoli volte di morte o di immortalità; quanti prodi, che uccisero molti uomini; quanti tiranni, che con terribile arroganza esercitarono il proprio potere di vita o di morte, come se fossero immortali; quante città sono morte, per così dire, tutte intere: Elice, Pompei, Ercolano63 e innumerevoli altre. Va' col pensiero a quanti hai conosciuto, uno dopo l'altro: questo, dopo aver dato sepoltura a quello, si è ritrovato steso a terra, quest'altro ha dato sepoltura a lui, e tutto in breve tempo. Insomma, bisogna considerare sempre le cose umane effimere e vili: ieri, un po' di moccio; domani, mummia o cenere. Questo breve istante del tempo a tua disposizione trascorrilo secondo natura e terminalo sereno, come cadrebbe al suolo, matura, un'oliva, benedicendo la terra che l'ha prodotta e ringraziando l'albero che l'ha generata. 49”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.