€•pŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X~50 Un cetriolo amaro? Gettalo via. Rovi sulla tua via? Scansali. È sufficiente; non aggiungere: "Perché esistono anche queste cose al mondo?", perché saresti deriso da uno studioso della natura, come pure saresti deriso anche da un falegname e da un calzolaio, se li incolpassi perché vedi nelle loro botteghe trucioli e ritagli dei loro manufatti. Eppure quelli hanno dove gettarli, mentre la natura universale non ha niente fuori di sé, ma il prodigio della sua arte è che, dopo essersi imposta dei limiti, trasforma in sé stessa tutto ciò che al suo interno le pare che si rovini, invecchi, sia inutile, e con queste stesse cose ne fa altre nuove, per non aver bisogno né di sostanza dall'esterno né per avere la mancanza di un luogo dove gettar via tutto ciò che è ormai fin troppo putrido. Si contenta dunque del suo spazio, della sua sostanza, e della sua propria arte. 51 Non esser trascurato nelle azioni, né confuso nei discorsi, né incerto nei pensieri, né troppo concentrato in te stesso o troppo fuori di te, né dalla vita indaffarata. "Ammazzano, fanno a pezzi, maledicono." Costituisce tutto ciò un ostacolo perché la tua mente resti pura, assennata, temperante, giusta? Come se uno si fermasse presso una fonte limpida e dolce e la insultasse, ma essa non smettesse di far zampillare acqua potabile; e se vi gettasse dentro del fango o del letame, essa rapidissimamente li disperderebbe e li diluirebbe e non ne sarebbe in nessun modo contaminata. Come potrai dunque avere dentro di te una fonte perenne e non un pozzo? Se sarai in ogni momento attento a salvaguardare la tua libertà con benevolenza, semplicità e rispetto. 52”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.