€•ûŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”X 21 Se le anime continuano a esistere, come può l'aria contenerle tutte fin dall'eternità? Come può, d'altra parte, la terra contenere i corpi di quanti vi sono sepolti da così tanto tempo? Come sulla terra, dopo una certa permanenza, la loro trasformazione e dissoluzione lasciano il posto ad altri cadaveri, così le anime che sono passate nell'aria, dopo esservi rimaste per qualche tempo, si trasformano, si dissolvono e divampano, riassorbite nella ragione seminale dell'universo, e in questo modo danno spazio a quelle che sopraggiungono. Così si potrebbe rispondere nell'ipotesi che le anime sopravvivano. Bisogna però non solo considerare la gran quantità di corpi così sepolti, ma anche quella degli animali divorati ogni giorno da noi e dagli altri animali. Quanti, infatti, se ne consumano e sono, per così dire, sepolti nei corpi di quelli che se ne cibano! E tuttavia questo spazio li contiene in virtù del loro farsi sangue, del loro trasformarsi in aria o fuoco. Qual è il criterio per stabilire, a tal proposito, la verità? La distinzione fra materia e causa. 22 Non divagare, ma in ogni impulso compi ciò che è giusto e in ogni pensiero serba la facoltà percettiva. 23 Tutto ciò che è in armonia con te, o cosmo, è in armonia con me; niente di ciò che per te arriva al momento opportuno è per me prematuro o tardivo. Tutto ciò che producono le tue stagioni, o natura, è per me frutto: da te tutto, in te tutto, a te tutto. Dice un poeta: "O città cara a Cecrope".52 Non dirai tu: "O città cara a Zeus"? 24”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.