€•ÍŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÛ9 Da Sesto17 la benevolenza; l'esempio di una famiglia patriarcale; la concezione del vivere secondo natura; la dignità senza affettazione; il badare agli amici con sollecitudine; la tolleranza verso gli incolti e verso i presuntuosi sprovvisti di vera conoscenza; l'adattarsi bene a tutti, tanto che la sua conversazione era più dolce di ogni adulazione e la sua persona, d'altro canto, incuteva grandissimo rispetto in quegli stessi che, di volta in volta, erano con lui; lo scoprire e ordinare con chiarezza e metodo i princìpi filosofici indispensabili per la vita; il non aver mai dato neppure l'impressione di essere adirato o di provare qualche altro sentimento, ma l'essere allo stesso tempo impassibilissimo e affettuosissimo; il pronunciare parole di lode senza strepito e la vasta cultura senza ostentazione. 10 Da Alessandro, il grammatico,18 il non far rimproveri e il non biasimare in modo ingiurioso quanti si siano lasciati scappare un barbarismo, un solecismo o una sconcordanza, ma pronunciare abilmente quella sola parola che doveva essere usata sotto forma di risposta o di conferma o di comune riflessione sul fatto in sé, non sull'espressione verbale, o con qualche altro simile, appropriato intervento incidentale. 11 Da Frontone19 l'aver capito quale sia l'invidia, la scaltrezza e l'ipocrisia dei tiranni, e che generalmente quelli che da noi vengono chiamati patrizi sono, in qualche modo, le persone più incapaci di affetto. 12 Da Alessandro, il platonico,20 il non affermare spesso e senza necessità, parlando a qualcuno o scrivendolo in una lettera, di non aver tempo libero, ed evitare in questo modo continuamente i doveri che discendono dalle relazioni con quanti vivono con noi, col pretesto degli affari urgenti. 13”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.