€• Œlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”(Œproducer”ŒDALiM BUILD=5320.9”Œcreator”Œ"Adobe InDesign CC 2015 (Macintosh)”Œ creationdate”Œ2017-02-23T12:53:42+01:00”Œsource”Œm/mnt/ssd/data/python-lab/Jarvis-Cognitive/data/agents/aurelio/source_docs/27b063407ecd6b69__marco_aurelio.pdf”Œ file_path”hŒ total_pages”KíŒformat”ŒPDF 1.6”Œtitle”ŒColloqui con sé stesso”Œauthor”Œ Marco Aurelio”Œsubject”XÅSono i maggiori critici militanti e studiosi italiani a raccontare ogni opera in 10 parole chiave: per penetrare fino al cuore dei capolavori di tutti i tempi. Edizioni integrali, testi greci e latini a fronte, traduzioni eleganti, essenziali note a piè di pagina. In più, con le tavole sinottiche, è facile collocare vita e opere degli autori nel contesto storico, letterario e artistico. Possiamo considerare i ''Colloqui con sé stesso'' come una raccolta di meditazioni sull'uomo, la sua vita, il suo rapporto con il cosmo, redatte nella forma di ''esercizi spirituali'' finalizzati all'autoterapia, all'autodisciplina e all'autodidattica del saggio stoico. E in particolare, come la testimonianza di una pratica, anch'essa tipicamente stoica, dell'esame di coscienza quotidiano... La visione disincantata della condizione umana e del suo destino di morte/trasformazione... la ritroviamo nella ''Ginestra'' e in diversi passi dello ''Zibaldone'' di Leopardi.”Œkeywords”Œ”Œmoddate”Œ2019-05-31T10:44:48+02:00”Œtrapped”hŒmodDate”ŒD:20190531104448+02'00'”Œ creationDate”ŒD:20170223125342+01'00'”Œpage”KÛuŒ page_content”Xˆ220 COLLOQUI CON SÉ STESSO vivere solo l’attimo che stai vivendo, cioè il presente, e po- trai davvero, finché non sopraggiunga la morte, trascorrere il tempo che ti resta da vivere imperturbato, benevolo e ri- appacificato col tuo demone. 4 Mi sono spesso meravigliato di come ciascuno, per un ver- so, ami sé stesso più di tutto, per l’altro tenga il proprio giudizio su di sé in minor conto di quello degli altri. Se un dio o un saggio maestro apparisse a qualcuno e gli ordi- nasse di non considerare fra sé e sé e pensare a niente che non potesse a un tempo esprimere anche con la voce, non sopporterebbe ciò neppure per un giorno. Così rispettia- mo più il prossimo, chiedendoci che cosa pensi di noi, che noi stessi. 5 Come mai gli dèi, pur avendo ordinato tutto per bene e con grande amore per gli uomini, hanno trascurato solo questo, che cioè alcuni uomini, di gran lunga i migliori, in più stretto rapporto col divino e che con le loro pie opere e riti sacri sono diventati maggiormente intimi del divino, una volta morti non ritornano più a vivere, ma sono estinti per sempre? Seppure le cose stessero proprio così, sii cer- to che, se fossero dovute andare in un altro modo, gli deì l’avrebbero fatto, ché, se fosse stato giusto, sarebbe stato anche possibile e, se fosse stato secondo natura, l’avrebbe operato la natura. Dal fatto che le cose non stanno così,”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(hh&Œ__pydantic_private__”Nub.