€•ÁŒlangchain_core.documents.base”ŒDocument”“”)”}”(Œ__dict__”}”(Œid”NŒmetadata”}”Œsource”ŒColloqui con se stesso_utf8.txt”sŒ page_content”XÏ12 Come rapidamente tutto svanisce! Nel mondo persino i corpi, nel tempo il loro ricordo! Che cosa siano tutte le cose sensibili e, soprattutto, quelle che adescano col piacere, fanno paura col dolore, sono fatte rimbombare dalla vanità; come siano vili, spregevoli, sordide, corruttibili, morte! È proprio della facoltà intellettiva considerare tutto ciò. E ancora: che cosa siano costoro, le cui opinioni e voci dispensano la fama e l'oscurità; che cosa sia il morire, e che, se lo si considera in sé e per sé e si separano, con la capacità del pensiero, tutte le idee che al morire sono associate, non lo si riterrà nient'altro che un fatto naturale. Ma, se si teme un fatto naturale, si è dei bambini! Questo, poi, a dire il vero, non è solo un fatto naturale, ma anche una cosa utile alla natura. Si deve anche considerare come l'uomo venga a contatto con Dio, con quale parte di sé e in che stato sia allora questa parte dell'uomo. 13 Non c'è niente di più infelice di chi gira intorno a ogni cosa e indaga "ciò che è sotterra",36 e cerca di penetrare per congettura i segreti dell'anima del prossimo, non rendendosi conto che sarebbe sufficiente rivolgersi solo al proprio demone interiore e sinceramente onorarlo. E onorarlo significa serbarlo puro da passione, sconsideratezza e malcontento per tutto ciò che proviene dagli dèi e dagli uomini. Ciò che infatti proviene dagli dèi è degno di venerazione per la loro virtù, mentre ciò che proviene dagli uomini ci è caro per la parentela fra uomo e uomo, benché talvolta desti in noi in qualche modo sentimenti di compassione per l'ignoranza del bene e del male: cecità, questa, non minore di quella che preclude la possibilità di distinguere bianco e nero. 14”Œtype”huŒ__pydantic_extra__”NŒ__pydantic_fields_set__””(h hŒ__pydantic_private__”Nub.